Con Francesco Chiamulera e Alessandro Achilli

“Dunque, sono gli anni Quaranta e la Francia è occupata dai nazisti. La domanda è: in una situazione del genere cosa dovrei fare, io? Io, non gli altri. Restare con mia madre, che ha davvero bisogno di me, o entrare nella Resistenza? La risposta degli esistenzialisti è questa: non posso avere idea di quale sarà la mia scelta finché non l’avrò fatta. Il punto è proprio questo: sarò la persona che sarò solo dopo aver fatto la mia scelta esistenziale. L’esistenza viene prima dell’essenza”. Artem Chapeye è uno scrittore e giornalista ucraino che si è sempre ritenuto pacifista. Ma il 24 febbraio 2022 è costretto a salire in fretta su una macchina con la sua famiglia per scappare da Kyiv, dove sono iniziati i bombardamenti russi. E nei giorni successivi decide di arruolarsi: perché è il suo paese, perché è stato attaccato, perché c’è una questione di libertà che riguarda tutti. E non riesce a credere che alcuni intellettuali occidentali che sono sempre stati per lui un’ispirazione, e molte persone dei paesi europei, si sottraggano a questa difesa della libertà di tutti. Si tratta di poter guardare allo specchio se stessi e di guardare in faccia la propria moglie e i propri figli. La gente normale non va in giro armata è il racconto della vita quotidiana di un europeo costretto alla guerra in questi anni, ma anche una condivisione di riflessioni su cose che andranno affrontate quando la guerra sarà finita, ma a cui è bene cominciare a pensare da subito.

Artem Chapeye è nato nel 1981 a Kolomyja, nell’Ucraina occidentale, e ha poi studiato a Kyiv, dove ha vissuto stabilmente fino all’inizio dell’invasione russa. Ha partecipato a buona parte dei movimenti sociali e politici ucraini di questo secolo e ne ha scritto come giornalista e autore di libri. Per questi ultimi è stato candidato a diversi importanti premi nel Regno Unito. È tuttora in servizio nell’esercito ucraino.
Ordinary People Don’t Carry Machine Guns
An avowed pacifist until 2022, Artem Chapeye joined the Ukrainian army in the first days of the Russian invasion. The writer turned soldier reveals his war, investigates his role in the Ukrainian people’s defense, his responsibilities as a father, a writer, a soldier, and a man of conviction, and the choices war forces on those who never wished to bear arms.
September 6, 6 P.M.
Palazzo delle Poste, Sala Cultura