UN VINCOLO DI FORZA E DI ALLEGRIA

OMAGGIO A VICTORIA AMELINA

Incontro con Héctor Abad Faciolince

Sabato
9 marzo 2024

Ore 18
Museo Paleontologico Rinaldo Zardini

Scrivere, si tratti di giornalismo o di narrativa, perfino di storie apparentemente lontane dalla realtà, non è mai un’azione neutra, innocua, inoffensiva. Una verità che ha attraversato più volte la vita di Héctor Abad Faciolince, autore di molti libri. Il padre, Héctor Abad Gomez, medico, professore dell’università di Medellín, in Colombia, presidente del “comitato peri diritti umani”, fu ucciso senza pietà il 25 agosto 1987 a due passi da casa, in un paese assetato di giustizia e soffocato da narcotrafficanti e corruzione. Diciannove anni dopo, il figlio divenuto scrittore ne ha raccontato il carattere affettuosissimo e la sua allegra e rumorosa famiglia in un indimenticabile ritratto in forma di romanzo autobiografico, L’oblio che saremo, che ha fatto il giro del mondo e che è diventato film con la regia di Fernando Trueba, La nostra storia. Facciamo un salto ancora avanti. Héctor Abad Faciolince lo ritroviamo, a giugno 2023, nel Donbass occupato: fa parte di una delegazione di colombiani che, accompagnati dalla scrittrice ucraina Victoria Amelina, è sul fronte per documentare i crimini di guerra russi. Un missile colpisce la pizzeria di Kramatorsk dove Héctor è con “Vika”: le loro parole e risate sono l’ultimo ricordo prima del buio. Vika muore pochi giorni dopo. Eppure, come aveva scritto Héctor riguardo al padre, “Gli assassini non hanno potuto sterminarci e non ci riusciranno perché qui c’è un vincolo di forza e di allegria, e di amore verso la terra e verso la vita che non hanno potuto sconfiggere. E da mio padre ho imparato qualcosa che gli assassini non sanno fare: mettere in parole la verità, affinché duri più della loro menzogna”.

Héctor Abad Faciolince è nato a Medellín, in Colombia. È scrittore, giornalista e traduttore (tra gli altri ha tradotto Eco, Tomasi di Lampedusa, Voltaire, Sciascia, Calvino, Bufalino, Kipling). Ha vissuto in Italia per dieci anni, fra Torino, Milano e Verona. Nel nostro paese ha pubblicato il romanzo biografico L’oblio che saremo (Einaudi), il romanzo sperimentale Scarti (Bollati Boringhieri), un libro di genere incerto, Trattato di culinaria per donne tristi (Sellerio) e Una poesia in tasca (Lindau). Ha ricevuto il premio della Duke University e del Wola Institute per i diritti umani. Vive in montagna, in Colombia, ed è direttore, insieme alla moglie Alexandra Pareja, di una piccola casa editrice per giovani scrittori colombiani: Opera Prima.

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